Il Presidente CPE TRADER in merito all’articolo apparso su “Il Giornale” dal titolo “il virus dell’azzardo”.

Il Presidente dell’Associazione Professionale CPE TRADER Mulino Francesco Maurizio, interviene e non risparmia le sue critiche in merito all’articolo de il Giornale, “accostare il gioco d’azzardo al Trading online è segnale di assenza di conoscenza e cattiva informazione” dice il Presidente, e continua… Nel Trading online ci sono almeno tre tipologie di Persone che gravitano attorno all’attività, questi sono: Gli scommettitori; Gli investitori e i Professionisti autonomi.

Questa è la realtà causata da Direttive Europee e leggi dello Stato lacunose, che non avendo chiesto il Parere di chi rappresenta la categoria dei Trader Finanziari, il CPE TRADER, non hanno incamerato informazioni che avrebbero potuto sia tutelare i consumatori che fare chiarezza in un mondo nel quale ancora oggi c’è confusione, che si traduce in cattiva informazione sia verso i lettori che verso la Politica che affronta le problematiche con la pancia e non con la conoscenza.

Lo scommettitore nel Trading online è quella Persona che non conosce a fondo i rischi del Trading online, non attua un money management, non svolge attività di analisi grafica, storica e tecnica e generalmente e spinto da altri soggetti “account manager” che hanno lo scopo di guadagnare attraverso la perdita del denaro dello scommettitore. Qui non ne vogliano a male la d.ssa Antonella Somma e “Il Giornale”, più che una visita psicologica occorre affrontare il problema su minimo due versanti, uno è quello della conoscenza e l’altro e quello legislativo, mi spiego meglio..

La sola pubblicazione di un desclaimer sul sito di un Broker o una SIM (intermediari), non serve a nulla, non garantisce ne che il consumatore lo abbia letto ne che lo stesso abbia ben compreso quali sono i rischi del Trading online, ma al contrario appare più uno strumento atto a ridurre eventuali responsabilità per gli intermediari, e chiaro che in questo contesto si può solo agire attraverso l’acquisizione di conoscenze che possono essere garantite solo con la frequenza di un corso di “Educazione al Trading online”, cosa che oggi non è obbligatoria per chi apre un conto di Trading online come dovrebbe essere. La legislazione dovrebbe imporre agli account manager l’iscrizione ad un’Associazione Professionale con Statuto e codice deontologico da osservare (Legge 14 gennaio 2013 n. 4) e rendere tale iscrizione un obbligo per lo svolgimento dell’attività di account manager.

Occorre rammentare che nell’ottica di un Europa che vuole essere inclusiva le attività di qualsiasi natura esse siano, vanno incentivate su tutto il territorio Europeo, ma vanno anche regolamentate con misure non restrittive, ma di logica necessità.

L’investitore, nel Trading online è colui che possedendo un capitale considerevole ne rischia una piccola percentuale attraverso le operazioni di Trading, svolge analisi di mercato e conosce i rischi del Trading finanziario, nulla a che spartire con lo scommettitore…

Il Professionista CPE Trader  invece, svolge il Trading finanziario avendo accumulato 320 ore di studio, in varie aree, che vanno dalla conoscenza dei rischi economici e per la salute identificati in rischi da VDT Videoterminali, a varie tipologie di analisi finanziaria, all’insegnamento, alle perizie in ambito del Trading online, una figura professionale Certificata da un organismo di certificazione italiano nelle sue competenze professionali che si distingue fortemente sia dallo scommettitore che dall’investitore.

Mi risulta palese in questo contesto che ciò che è mancante non è una visita psicologica magari spinta allo scopo d’incrementare i fondi di qualche struttura ospedaliera, ma una legislazione più accorta e matura rispetto alle reali problematiche del settore.

La Legge italiana riconosce i portatori d’interessi diffusi come il CPE Trader e la politica dovrebbe sentirle, anche nel Trading online, prima di varare misure che potrebbero verificarsi inutili o marginali, e un po’ come se il legislatore vara nuove normative o modifica quelle esistenti senza sentire il parere dei sindacati e delle Associazioni di categoria. In sintesi quando si parla di Trading online occorre fare dei distinguo in riferimento alla parte in causa, cioè si parla di scommettitori, investitori o dei Professionisti del Trading online?

Inoltre va detto che molte sono le storture del Trading Finanziario e che queste andrebbero evidenziate e risolte, non ultima la piaga dei corsi di formazione informali venduti come se fossero “la fonte della conoscenza assoluta”, attraverso la quale il consumatore diventerebbe un Trader Profittevole, corsi che spesso non approfondiscono nemmeno il tema del rischio derivante dal fare Trading online, e che per lo più sfociano nella gestione del denaro dei malcapitati, anche qui un intervento legislativo non guasterebbe!

 Il link: https://www.ilgiornale.it/news/virus-dellazzardo-1925767.html